Capitale: Riyadh (Ca. 5 milioni di abitanti)
Membro di: ONU, IAEA, FMI, WTO, G20,GCC Gulf Cooperation Council
Forma istituzionale: Monarchia assoluta
Unità Monetaria: Saudi Riyal
Superficie: 2.149.190 kmq
Popolazione: 24,800.000 (stima uff. 2008)
Densità: 12 ab/kmq
Lingua: Arabo
Religione: Musulmani sunniti 93,3

Petrolio
Motore dell’economia del Paese, con un contributo diretto al PIL (nominale) di circa il 55%, rappresenta circa il 90% delle entrate del Governo e l'80% del totale dei guadagni derivanti dalle esportazioni.
L’Arabia Saudita, primo produttore di petrolio al Mondo, possiede circa un quarto delle riserve mondiali, stimate a circa 261 miliardi di barili.
La SAUDI-ARAMCO (la società saudita pubblica monopolista del settore del petrolio) è l’azienda statale responsabile dell’esplorazione, produzione e distribuzione del petrolio e del gas naturale, la più grande al Mondo e sesta per importanza nell’attività di raffinazione.

Gas naturale
Le riserve di gas naturale del Paese ammontano a 204 miliardi di piedi cubi. L’Arabia Saudita è il Paese che al Mondo ha il più elevato utilizzo procapite di gas, con 1/3 assorbito dal consumo elettrico, 1/4 dall’industria petrolchimica ed 1/5 dall’industria petrolifera.
L’esplorazione e la capacità produttiva di gas sta acquistando sempre maggiore importanza, pur se l’Arabia Saudita si posiziona ancora al decimo posto nella graduatoria dei principali produttori mondiali.

Industria petrolchimica
Negli ultimi 20 anni, l'Arabia Saudita, da Paese importatore di prodotti petrolchimici, è divenuto uno dei maggiori esportatori a livello mondiale. Sono più di cento i Paesi attualmente clienti del Regno saudita in questo settore, che per importanza e contributo alle entrate statali è secondo solo al petrolio.
L'Arabia Saudita è in questa attivita’ produttiva un Paese leader nella Regione del Medio Oriente, con una produzione stimata a 3/4 della produzione totale dei paesi del GCC, il cui out put globale ( eccetto Iran e Iraq ) soddifa il 7% della domanda mondiale, con un’offerta che include materie prime, prodotti intermedi (semi lavorati) e prodotti finiti.
Lo sviluppo dell’Industria chimica in Arabia Saudita ha avuto inizio nel 1976, con la creazione della società petrolchimica SABIC (Saudi Basic Industries Corporation), società che è divenuta, in pochi anni, la ''key player'' del settore, sia nel mercato interno che in quello internazionale.
La SABIC, di proprietà del Governo saudita per il 70%, ha acquisito nel 2003 la società olandese DSM Petrolchimicals e il 50% del comparto petrolchimico della messicana Pemex ed ha piu’ recentemente fatto una offerta di 11,6 miliardi di US$ per l'acquisto dell'unità produttiva di plastica della americana General Electric Co.
La capacità produttiva locale di prodotti petrolchimici è cresciuta notevolmente in questi ultimi anni, passando dai 3,7 milioni di tonnellate del 1976 ai 51 milioni di tonnellate nel 2006.
L’Arabia Saudita e’ attualmente al 3^ posto nel Mondo per importanza nella produzione petrolchimica, con una quota esportativa prevista per 2010 pari al 13% dell’export mondiale.

Industria mineraria
Il Governo ha in programma di sviluppare l’industria mineraria, con l’obiettivo di farne la terza colonna portante dell'economia saudita, dopo il petrolio e l'industria petrolchimica.
Il Paese è ricco di risorse naturali, sia metallifere che non-metallifere, il cui sfruttamento, su scala industriale, costituisce un obiettivo di primaria importanza per i pianificatori sauditi.
Tra le materie prime metallifere, sono da menzionare i giacimenti di oro, argento, rame, zinco, piombo, stagno, tungsteno, alluminio, ferro, cromo e manganese, mentre per quanto riguarda i minerali non-metalli sono da segnalare le riserve di barite, fluorite, magnesite, sale, zolfo, gesso, amianto, mica, allocate soptrattutto sulla costa del Mar Rosso.
Notevoli sono i depositi di zinco, rame e ferro. Le riserve saudite di rame sono stimate a 60 milioni tonnellate metriche, mentre quelle di zinco, solo nel grosso giacimento di Khanaiguiyah, sono di 1,9 milioni di tonnellate, mentre la produzione annuale di zinco è di circa 3.000 tonnellate all'anno.
Nuove interessanti opportunita’ di investimento si aprono in particolare per lo sfruttamento della bauxite e per la creazione di smelter per la produzione di profilati di alluminio Strumento operativo per lo svolgimento dell’attivita’ mineraria e’ la società Saudi Arabian Mining Company "Maaden'', costituita nel 1997.

Costruzioni e infrastrutture
Se il petrolio e’ il motore della crescita saudita, con 1/5 delle riserve mondiali accertate, la chiave del suo sviluppo e’ nell’ambizioso programma di investimenti infrastrutturali (ferrovie, strade, aereoporti, porti marini, scuole, universita’, ospedali, telecomunicazioni, risorse idriche ed energetiche), la cui realizzazione costituisce la condizione essenziale per favorire uno sviluppo socio-economico sostenibile ed il raggiungimento dell’obiettivo, indicato come prioritario, della diversificazione industriale, attraverso un maggiore ruolo della PMI.
E’ un programma ambizioso che comporta un impegno di spesa, in cinque anni, di 400 miliardi di USD, come annunciato dallo stesso Re Abdullah in occasione della partecipazione alla Conferenza del G20, svoltasi a Washinton a meta’ novembre 2008, quando i mercati mondiali erano gia’ stati colpiti dalla tempesta finanziaria. 

Commercio internazionale
Per effetto della crisi economica globale nel 2009 le esportazioni saudite hanno registrato un calo del – 42,3%, rispetto al 2008 (a causa dell’improvviso decremento dell’export di petrolio e prodotti petrolchimici a seguito della recessione mondiale, passando da da 300 mld USD del 2008 a 96 mld USD nel 2009), mentre le esportazioni non-oil, il cui peso sul valore globale esportato e’ stato del 15%, hanno avuto un minore tasso di decremento (- 16,4% rispetto al 2008).
Nello stesso anno e’ diminuito anche l’import saudita (-15,4% rispetto al 2008, da 114 mld a 96 mld USD), con un saldo della bilancia commerciale pari a 77 mld di USD (-41% rispetto al 2008, secondo i dati del FMI.
Positiva e’ la previsione dell’andamento dell’interscambio commerciale nel 2010, anno in cui si stima che vi sia una crescita dell’export, sia per il settore pubblico (sostenuto dalla ripresa della domanda petrolifera mondiale), che per quello privato (23,2 miliardi di USD per il settore privato).
Positiva è anche la previsione relativa all’incremento dell’import.

Investimenti diretti esteri
Le riforme introdotte in campo economico rivolte all’attrazione di investimenti stranieri abbracciano numerosi settori, dal processo tuttora in corso per agevolare il rilascio dei visti d’ingresso (la cui semplificazione include anche i visti per donne imprenditrici), alla semplificazione della normativa commerciale, alla rimozione di numerose regole protezionistiche, incluso il divieto di proprietà immobiliari per stranieri.
La legge sugli investimenti (entrata in vigore nel 2000) ha favorito un notevole incremento degli investimenti diretti che già alla fine del 2006 erano cresciuti del 2000% (da 778 milioni di USD nel 2003, a 18,3 miliardi nel 2006), fino a raggiungere i 38,2 miliardi di USD nel 2008.
Secondo gli dati disponibili comparabili dell’UNCTAD, nel 2007 l’Arabia Saudita è risultata essere il Paese del Medio Oriente con il piu’ elevato flusso di investimenti in entrata, pari a 24,3 miliardi di USD, e il secondo dopo il Kuwait per gli investimenti in uscita (13, 1 miliardi di USD).
L’Arabia Saudita si è inoltre collocata tra i primi Paesi del Medio Oriente per l’elevato valore medio dell’investimento (5 miliardi di USD), sia in entrata che in uscita.
Nel 2008 i principali Paesi investitori nel Regno Saudita sono sono stati gli EAU (15,37%) , gli USA (13,60%), il Kuwait (11,67%), la Francia (8,98%), i Paesi Bassi (8,83%), il Giappone (6,11%), la Cina (4%). L’Italia ha continuato ad occupare una posizione relativamente modesta, con un paso del 1,79%.

Rapporti economici tra Italia e Arabia Saudita
L’Italia ha ottenuto negli ultimi anni una significativa performance esportativa verso l’Arabia Saudita

Volume dell’interscambio Italia-Arabia Saudita (2006 - 2008) 
(valori in mln euro e variazioni %)
                 2006    2007      Var.%    2008     Var.%   2009     Var%
Esportazioni   2.428,8  3.030,4   +24,77   3.316,8   +9,45  2.450,5   -26,1
Importazioni   4.235,9  3.627,7   -14,36   4.276,9  +17,89  2.009,3   -53,0
Saldo         -1.807,1   -597,3             -960,1           +441,2

Elaborazione ICE dati ISTAT

Tuttavia, dopo un triennio di espansione (2006-2008), nel 2009 ha registrato un’inversione di tendenza, con un -26,1% dell’export, a causa dell’effetto depressivo della crisi globale.
Il calo ha riguardato soprattutto i prodotti industriali, che costituiscono la quota maggioritaria del valore del nostro export verso il Regno saudita.
In relazione al settore della meccanica in particolare, il cui peso esportativo rappresenta la quota di maggior rilievo, nel 2009 il decremento piu’ sensibile si e’ registrato per le macchine per impieghi speciali (macchine per metallurgia/miniera/cava/cantiere e macchine utensili per vari settori di applicazione), con un -40,8%, rispetto al 2008. 
Al riguardo, e’ motivo di riflessione il fatto che il decremento del nostro export (in relazione a questo mercato) si e’ presentato nel 2009 di segno negativo rispetto alla media dei principali Paesi concorrenti dell’UE (Germania, Regno Unito, Francia), circostanza che ha fatto retrocedere il nostro Paese dalla seconda alla quarta posizione tra i principali fornitori UE dell’Arabia Saudita.
La Germania, presumibilmente grazie ad un maggiore radicamento e diversificazione nel mercato, ha nel 2009 subito un decremento del proprio export assai piu’ contenuto, pari al -6,97%, mentre il Regno Unito (+3,17%) e Francia (+12,24%), hanno addirittura rafforzato la propria posizione esportativa verso l’Arabia Saudita, presumibilmente grazie (in particolare per la Francia) all’apporto di nuove forniture e servizi a maggiore specializzazione, in relazione ai settori di piu’ elevato interesse per il mercato saudita. Tale negativo risultato dell’Italia richiama l’attenzione sull’opportunita’ per le nostre aziende di dover guardare ad una strategia che vada oltre il semplice evento esportativo, non piu’ sufficiente a garantire nel lungo periodo una posizione di vantaggio.
Il nostro export verso l’Arabia Saudita torna a mostrare un tendenziale miglioramento nel primo quadrimestre 2010 (-11,5%) rispetto allo stesso periodo del 2009, favorito anche da un piu’ competitivo rapporto di cambio.